Verso nord, a cielo aperto
Quattro Paesi attraversati e una destinazione dove Porsche, surf culture e vento del nord si incontrano sulla sabbia. Al volante della 911 Targa 4 GTS, la strada verso il festival a tema Porsche, Petro Surf, è diventata un diario di bordo fatto di passi alpini, Autobahn, traghetti, spiagge infinite e nuove amicizie.
Milano, le Alpi e il primo cambio di ritmo
Partire all’alba da Milano ha sempre qualcosa di sospeso. La città è ancora lenta, le strade sembrano appartenere a chi si è svegliato prima degli altri e la 911 Targa 4 GTS, in Grigio Vanadio, è già pronta a cambiare scenario. Direzione Sylt, Germania. Sei giorni di viaggio, tanti chilometri davanti. Le prime tappe sono funzionali, quasi rituali: Bolzano, Brennero, un rifornimento veloce. Viaggiare in autostrada è comodo, soprattutto quando la distanza è tanta, ma una 911 non nasce solo per arrivare. Nasce anche per deviare. Così lasciamo il percorso più diretto e ci infiliamo nelle statali austriache. Villaggi, case ordinate, curve che salgono, tornanti, rettilinei improvvisi e quell’aria fresca che entra appena il tetto si apre. Varcato il confine, la Germania ci accoglie con il suo linguaggio più diretto: Autobahn. A Ulm ci aspetta Ben di TAOD Community. Non solo un gruppo di appassionati, ma un luogo dove una 911 Targa 4 GTS può parcheggiare accanto a una 356 SC e a una GT4 RS, mentre ci si prepara un caffè, si sfoglia un libro, si guarda la 24 Ore di LeMans in TV oppure si osserva la propria Porsche a pochi metri di distanza. Il genere di posto in cui l’auto non viene messa via: viene vissuta.
Da Stoccarda ad Amburgo, dritti verso il nord
Come Amsterdam:
E invece è Amburgo, affascinante città tedesca ricca di canali e ponti di ferro.La sveglia suona alle 6:00. Si parte verso Stoccarda, dove ci ricongiungiamo con una piccola carovana internazionale di Porsche e amici: Lorenzo Kikisch, fotografo per Type 7 – magazine digitale di Porsche – con una splendida 911 S in Mandarin; Simon Zimmermann con la sua 912 Tangerine; Jannik, con una 911 Carrera 3.0 in Venetian Blue. Il punto di ritrovo è un distributore, come spesso accade nei road trip veri. Da qui si parte: direzione Amburgo, via Hannover. Arriviamo verso le 16:00. Check-in veloce e di nuovo in macchina, questa volta verso la zona ovest della città per un aperitivo e una cena con altri amici e appassionati. Ci raggiungono Emil e Fée, proprietaria di una bellissima 911 G in Glacier Blue.
Più tardi, con Sergio – compagno di viaggio e videomaker di questo road trip – decidiamo di esplorare Amburgo. La città sorprende subito. Prima sembra Parigi, con le sue piazze e i ristoranti all’aperto. Poi, verso il centro, cambia pelle e diventa Amsterdam: canali, ponti in ferro, mattoni scuri, riflessi sull’acqua. La 911 si inserisce in questi scenari con naturalezza, come se ogni angolo fosse stato pensato per una foto. Scattiamo, camminiamo, ripartiamo. Con le immagini salvate nelle fotocamere, torniamo in hotel e ci prepariamo alla giornata più attesa.
Schackenborg e la sabbia di Rømø Island
La mattina inizia presto e usciamo con la 911 per esplorare qualche strada in più. C’è qualcosa di speciale nel guidare in una città appena sveglia: meno traffico, più silenzio, la sensazione di avere qualche minuto di vantaggio sul mondo. Raggiungiamo il gruppo e, tra una colazione e l’altra, arriva anche la 912 di Banzai Collection: un ex veicolo della polizia belga, completo di livrea, sirene e lampeggianti blu originali. Una Porsche che sembra uscita da una storia parallela, di quelle in cui essere fermati dalla polizia poteva persino diventare un bel ricordo.
Per arrivare a Petro Surf da Amburgo servono circa tre ore e il ritrovo è fissato al castello di Schackenborg, in Danimarca, costruito nel 1664. Il viaggio è più lineare, ma il paesaggio comincia a cambiare. Sempre più pale eoliche, campi larghi, strade aperte. E soprattutto vento. Tanto vento.
Schackenborg ci accoglie con prati enormi, alberi, ghiaia e un’atmosfera quasi da concorso d’eleganza. Parcheggiare tutte le Porsche in quel contesto è uno di quei momenti in cui capisci perché certi eventi funzionano prima ancora di iniziare. Alle 17:00 si parte verso Rømø Island. E qui il viaggio prende una forma quasi surreale.
La spiaggia è talmente grande che all’inizio si fa fatica a capirne la scala. Parliamo di circa 48 km² di sabbia compatta, orizzonte largo, vento, luce e più di cento Porsche che avanzano in carovana, in uno spazio aperto, quasi fuori dal tempo. Poi arriva il momento del ferry. A Havneby le Porsche vengono caricate una dopo l’altra, più di cento vetture dentro un traghetto che per qualche ora sembra appartenere solo a loro. È uno dei momenti più emozionanti del viaggio: vedere tutti quei colori, quei profili, quelle generazioni di 911 stipate sul ponte come una piccola Arca di Noè meccanica diretta a Sylt. Il mare fa il suo, il vento pure. E quando si arriva sull’isola, ognuno si dirige verso la propria casa per la notte. Si fa per dire, perché la luce fatica ad andare via: alle 23:15 c’è ancora il tramonto, alle 4:30 è già mattina piena. A Sylt il buio dura pochissimo, e forse è anche per questo che tutto sembra più intenso.
Arca in metallo:
Le auto schierate sulla banchina di Havneby, porticciolo dell’isola di Rømø da dove parte il traghetto per Sylt.Il cuore di Petro Surf
La sveglia è alle 6:30 e decidiamo di sfruttare la mattina per andare all’estremo nord dell’isola, l’Ellenbogen, «il gomito» di Sylt: dune, fari, spiagge e una luce pulita che rende tutto molto più cinematografico del previsto. Intorno le dune, l’erba mossa dal vento, le pecore che si avvicinano alla 911.
Alle 11:00 Ken ci aspetta a Samoa Beach, a sud dell’isola, dove si terrà il cuore dell’evento. Ripartiamo scegliendo la strada panoramica. Si procede piano, a 30 km/h, perché la visuale merita ogni secondo, ogni curva cambia atmosfera.
Arriviamo tra i primi al punto di ritrovo. Parcheggiamo la nostra 911 e osserviamo il luogo riempirsi poco a poco. La spiaggia è curata, i ristoranti sono a pochi passi e c’è persino una stazione Porsche Destination Charging direttamente sulla sabbia: dettaglio quasi surreale, ma perfettamente coerente con questo incontro tra tradizione e futuro.
A pranzo arrivano gli altri partecipanti da ogni angolo dell’isola. In poco tempo Sylt è popolata da Porsche, la maggior parte 911 raffreddate ad aria, alle quali è dedicato il raduno. L’evento prende vita con musica, stand, attività, chiacchiere e persone che si spostano tra le auto e la spiaggia. Qualcuno fa il bagno, qualcuno fotografa, qualcuno incontra amici che vede una volta all’anno. Petro Surf funziona così: non è solo un raduno, è un piccolo ecosistema. Porsche, surf culture, estate nordica e quell’energia rilassata che non ha bisogno di gridare.
«Petro Surf è Porsche, surf culture, estate nordica, energia rilassata.»
Verso le 19:00 nessuno sembra ancora pronto a finire la giornata e, dopo una breve pausa, il ritrovo spontaneo è di nuovo al nord, sull’Ellenbogen.
Tiriamo fuori snack e bibite locali, una Küsten Cola, qualche cosa da condividere. Il tramonto arriva lento e tutti restano lì, tra foto, racconti e vento. È uno dei momenti più belli del viaggio. Poi arriva un temporale, quasi a ricordarci che siamo sempre sul Mare del Nord. In pochi minuti ognuno riparte verso la propria casa e la giornata si chiude con la sabbia ancora nelle scarpe e la sensazione di aver vissuto qualcosa di molto raro.
La mattina seguente Petro Surf continua con un brunch al Porsche Studio Sylt. Mentre molti partecipanti iniziano a partire, noi decidiamo di goderci Sylt ancora un po’, con la 911 che, dopo giorni di vento e spiaggia, porta con sé più sabbia di quanto sia ragionevole ammettere: un’auto vissuta, non solo guidata. Bagni, pause, piccole deviazioni prima del ferry delle 19:30 verso Rømø.
Incontri ravvicinati:
Capita a Sylt. In una natura selvaggia dove vento e mare scandiscono il ritmo delle giornate, diventa normale incrociare una pecora che pascola tra le dune.Da Stoccarda a Zurigo, verso Milano
Sveglia presto, alle 8:00 siamo di nuovo in strada, direzione Stoccarda. Incontriamo temporali forti, tanta acqua e un cielo che cambia umore continuamente. La 911 Targa 4 GTS attraversa tutto con compostezza in modalità Wet, ricordandoci che il comfort, in un viaggio così, conta quanto la performance. A Stoccarda, foto di rito al Museo Porsche e poi via verso Zurigo, dove incontriamo Gaia, appassionata Porsche e proprietaria di una 996 Carrera. L’ultimo tratto passa dal Gottardo. È notte e le montagne cambiano completamente carattere, una presenza silenziosa, quasi teatrale. Milano si avvicina, il viaggio si chiude.
Sei giorni, migliaia di chilometri, quattro Paesi, sabbia, pioggia, sole, traghetti, caffè, autostrade e strade secondarie. Petro Surf non è stato solo l’evento a cui arrivare. È stato il motivo per partire. Tutto il resto è diventato parte della stessa storia. E forse è proprio questo il senso di un viaggio in 911: non scegliere tra destinazione e strada. Tenerle entrambe aperte, come il tetto, e lasciare che il vento faccia il resto.
Dati sui consumi
718 Cayman GT4 RS
911 GT3 with Touring Package
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13,8 – 13,7 l/100 km
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312 – 310 g/km
911 Targa 4 GTS
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10,8 – 10,5 l/100 km
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245 – 239 g/km