L’accessibilità secondo Porsche Italia

Promuovere la cultura dell’equità digitale partendo da un’innovativa soluzione tecnologica. È quanto promosso da un team di Porsche Italia per rendere accessibili i portali dell’azienda a clienti ed appassionati affetti da disabilità. Ecco come è partita l’iniziativa e come si sta sviluppando.

   

Una stampa immersiva in 3D con un tracciato in rilievo, da seguire in punta di dita per memorizzare ogni curva del circuito; il rombo dell’auto che arriva e si ferma proprio davanti a te; la mano che scopre la macchina seguendo leggera le linee della carrozzeria; il sedile avvolgente, comodo e sicuro, con la cintura che tiene ben fermi; il casco; la partenza fluida e il motore che borbotta tranquillo.

E poi una forza che, improvvisa, spinge nella schiena, le spalle che seguono le curve, una dopo l’altra, con la sequenza che hai imparato sulla cartina tridimensionale: destra, destra e ancora destra, e poi sinistra con un ritmo che diventa sempre più serrato e senti la velocità dentro di te. Un’immersione totale in un altro mondo, fantastico ed eccitante, vissuto nella sua pienezza anche se non con gli occhi, perché di tutti i sensi è la vista che ti manca, ma gli altri sono al massimo dell’attenzione. 

Nuove esperienze:

L’adrenalina si trasforma nella felicità e nell’emozione pura firmate Porsche.

È questa l’emozione pura provata lo scorso dicembre da un gruppo di persone, cieche e ipovedenti, al Porsche Experience Center Franciacorta. È stato il regalo che un team di Porsche Italia ha voluto fare al gruppo U.I.C.I. (Unione Italiana Ciechi Ipovedenti) di Brescia a compimento di un nuovo percorso verso l’equità digitale. Il progetto nasce in occasione dei Pioneering Awards, un contest di Porsche Italia che dà l’opportunità ai collaboratori più volonterosi di «mettersi in gioco» proponendo iniziative innovative volte a migliorare la vita aziendale o l’approccio verso i clienti. L’edizione dello scorso anno ha visto la squadra formata da Marco Zulian, Jasmina Shehi, Lucrezia Zambon e Davide Molaro unita nella proposta di rendere tutti i siti online di Porsche Italia più accessibili anche a clienti, prospect e appassionati con disabilità temporanee o permanenti.

Un obiettivo chiaro e nobile in nome della sostenibilità sociale e dell’inclusività che ha coinvolto quattro colleghi che, impegnati in reparti diversi di Porsche Italia che vanno dall’IT al Marketing, dal PEC Franciacorta alla Direzione Generale, hanno messo le loro competenze nell’implementazione graduale di un servizio. L’idea è nata da una domanda fondamentale: come può Porsche Italia rendere più accoglienti ed accessibili i propri portali online a tutti gli appassionati e clienti Porsche utilizzando anche le nuove tecnologie come l’IA, garantendo comunque la sostenibilità economica dell’intero progetto?

Obiettivo: rendere tutti i siti online di Porsche Italia più accessibili a clienti e appassionati con disabilità.

Sentire le forme:

Il presidente dell’U.I.C.I. di Brescia tocca con mano il design 911.

Il primo passo è stata l’adozione di un widget AI, ovvero di una mini-applicazione supplementare implementata dall’intelligenza artificiale che permette di aggiungere a un portale una serie di servizi raggiungibili istantaneamente con un click, una specie di scorciatoia informatica che agisce sul portale senza bisogno di riscrivere il programma e di ulteriori sviluppi IT. A fornire questa soluzione tecnologica è Accessiway, uno dei partner che ha dato supporto esterno all’iniziativa, attenzionata anche da Porsche AG in quanto, a parte gli Stati Uniti con i loro severi obblighi sul tema, quello italiano è stato il primo mercato al mondo a voler fornire soluzioni per l’accessibilità dei suoi portali.

Nelle 12 principali digital properties, ovvero i portali di Porsche Italia ai quali è stato applicato (come, ad esempio, PEC Franciacorta, Porsche@CityLife, Porsche Carrera Cup Italia, Porsche Destination Charging), il widget si presenta come un’icona scura, quadrata, con un omino bianco (il simbolo internazionale dell’accessibilità), posizionata nella parte bassa della schermata, a sinistra. 

Disabilità cognitiva:

In questo caso, la banda luminosa aiuta a concentrarsi su una porzione di testo.

Cliccando su di essa, si apre un menù a tendina che riporta tutta una serie di profili che, una volta selezionati, modificano le schermate del portale in base alle esigenze della persona che lo consulta. In questo senso sono presenti, ad esempio, il profilo di disabilità cognitiva, che aiuta a leggere e concentrarsi sul testo, quello a prova di convulsioni, che elimina i riflessi e riduce il colore, e altri ancora, ognuno dedicato a una diversa disabilità. Tra queste, quella dedicata agli utenti non vedenti, che ottimizza il sito per l’utilizzo degli screen-reader, e che ha portato al coinvolgimento della costola bresciana dell’U.I.C.I. tramite incontri con il team, per sviluppare le migliori soluzioni tecniche. Target degli incontri sono stati i dipendenti di Porsche Italia, allo scopo di attivare una sensibilizzazione verso le diverse esigenze di persone con disabilità di tipo visivo, temporanee o permanenti, rispetto a varie situazioni della vita quotidiana: «Questo ci ha permesso di capire come possiamo essere più inclusivi quando interagiamo con una persona cieca o ipovedente nel quotidiano o nelle nostre attività lavorative», spiega Lucrezia Zambon.

Quello della consapevolezza è infatti uno dei pilastri dell’iniziativa, per attivare un modo diverso di ascoltare e apprendere i bisogni degli altri, che porta non solo al miglioramento del clima aziendale, ma anche all’essere più vicini ad appassionati e clienti. 

Se il progetto ha avuto il suo apice con l’evento dedicato alle persone con disabilità visiva al Porsche Experience Center Franciacorta, l’impegno da parte di Porsche Italia e di tutti i suoi dipendenti si estende a rendere i momenti digitali un’esperienza inclusiva, sostenibile ed unica.

Perché ogni utente, indipendentemente dalle sfide che la vita gli pone di fronte, ha il diritto di esplorare senza limiti il mondo Porsche: «un viaggio senza barriere», come recita il titolo del progetto, in un mondo di emozioni. 

Michele Giordano
Michele Giordano
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