Affinché la passione si conservi

Porsche Svizzera – Storia: Oltre 70 anni fa Ferry Porsche presentava per la prima volta al mondo una delle prime Porsche al Salone dell’automobile di Ginevra. Oggi a pochi passi dal Palexpo, il tempio del Salone dell’automobile, Guy Meyohas e Patrick Losch continuano a far vivere la tradizione: a giugno hanno aperto uno dei quattro Centri Porsche Classic al mondo

   

Oltre 70 anni fa, anche se ancora nel quartiere di Plainpalais e non nel Palexpo, ma pur sempre al Salone dell’automobile di Ginevra, il mondo faceva la conoscenza della prima Porsche. È quindi del tutto logico che quest’anno Ginevra sia diventato il luogo di nascita di un centro straordinario che si occupa anche di prendere in consegna auto speciali e far sì che continuino a correre. Guy Meyohas, proprietario della Orchid Sports Cars, della quale fanno parte sia il Centro Porsche Ginevra che il Centro Porsche Classic Ginevra, rimarca: «Per noi nella famiglia Porsche, il settore Classic è indispensabile. Questa è l’eredità da cui veniamo. E per sapere chi siamo, dobbiamo sapere da dove veniamo».

Nuovo edificio:

Nuovo edificio:

accanto al Centro Porsche Ginevra sorge il quarto Centro Porsche Classic al mondo. Il team di 15 persone restaura vetture Porsche classiche da tutto il mondo

Tutti gli amanti del marchio lo confermano: chi compra una Porsche, non compra «solo» un’automobile. Acquistare una Porsche significa diventare proprietari di un piccolo pezzo di storia dell’automobile. La storia che è stata scritta nel corso di decenni in lettere d’oro su tutte le strade, ma anche su tutti i circuiti del mondo. Qualunque sia il modello, una Porsche è un’auto in sé e per sé sportiva, ma anche versatile. Una Porsche porta ugualmente bene ogni giorno chiunque al lavoro così come potrebbe condurlo su un circuito alla ricerca della linea ideale in curva.

In ogni Porsche, dalla 356 alla futuristica Taycan, si trova quest’eredità, questo DNA speciale. Dietro al volante di qualsiasi modello ci si sente semplicemente a posto, come in un abito su misura. Tutto è preciso, chiaro, ergonomico. E in ogni Porsche si trova questo «Spirito Porsche», come in un déjà-vu, come quando ci sente a casa.

Salone dell’automobile di Ginevra del 1949 con le Porsche 356/2 Cabriolet Beutler e 356/2 Coupé Gmünd:

Salone dell’automobile di Ginevra del 1949 con le Porsche 356/2 Cabriolet Beutler e 356/2 Coupé Gmünd:

Heinrich Kunz, primo rivenditore Porsche in assoluto e Capo vendite di Bernhard Blank, Hans Orsini (collaboratore di Blank), Ferry Porsche, Bernhard Blank, Louise Piëch ed Ernst Schosch (segretario personale di Blank) hanno presenziato al debutto della Porsche 356 al Salone (da sin. a des.)

Gioielli di meccanica in una magnifica custodia

Questa sensazione di essere «a casa» è esattamente ciò che si prova entrando nel nuovissimo Centro Porsche Classic di Ginevra. C’è lo showroom dove sono esposte auto eccezionali, come ad esempio una 911 2.2 E del 1970, una Carrera Speedster e una 356 Pre-A 1500 S del 1953. Tutte e tre, ancora bellissime come alla loro consegna, sono inscenate in un ambiente familiare: una zona lounge in pelle per sedersi comodamente e un moderno bar per chiacchierare e gustarsi un caffè. E poi la ciliegina sulla torta: delle enormi vetrate che offrono una vista diretta sul cuore del Centro Classic, l’officina. Quel luogo prezioso dove questi gioielli ricevono la cura che preserva la loro giovinezza senza tempo. Nell’attiguo showroom «Workshop Spirit» risplendono in tutta la loro bellezza una 911 Turbo e una magnifica 911 Carrera 2.7 RS Touring. Anche qui c’è una vista diretta sull’officina, in questo caso l’officina carrozzeria. 

Questo carattere «casalingo» è il cardine del progetto di Guy Meyohas e Patrick Losch, i due appassionati proprietari del Centro Porsche Ginevra. «Mi ricorderò per sempre un evento a cui ero presente e dove partecipò anche Wolfgang Porsche. All’inizio del suo discorso, spiegò che era infinitamente grato che noi facessimo continuare a vivere il lavoro che suo nonno aveva iniziato. Dal mio punto di vista non avrebbe potuto dire nulla di più; aveva detto tutto in poche parole: questa sensazione di appartenere alla famiglia Porsche, come di essere ricevuti a casa per condividere la stessa passione», racconta Guy Meyohas.

La passione, l’amore, che tutti e tre, Guy Meyohas e Patrick Losch insieme ad Alexandre Mottet, il direttore del Centro Porsche e il Centro Classic di Ginevra, provano per il marchio, sono la base dell’intera famiglia Porsche.

Guy Meyohas e Patrick Losch hanno investito nella e per la conservazione delle vetture sportive storiche

Il restauro è solo la punta dell’iceberg

In considerazione di una clientela amante del motorsport alla follia, il Centro Porsche Ginevra ha deciso di impegnarsi negli sport motoristici con una squadra corse, l’Orchid Racing Team, che offre servizi di assistenza speciali, supporto sui circuiti e altri servizi relativi alla guida di una Porsche, che venga utilizzata per come è concepita: per la guida sportiva. Al fine di fornire un servizio completo ai numerosi clienti con auto sportive classiche, il centro si è specializzato in modelli storici Porsche già da alcuni anni. Quando nel 2013 fu acquistato il terreno adiacente al Centro Porsche maturò l’idea di un intero centro di competenza per vetture classiche.

Esperti con amore per i dettagli:
il team Classic di Ginevra

Un lavoro per cui sono richiesti tempi lunghi e che inizia con la ricerca e l’acquisizione di vetture storiche certificate. E con la formazione e il trasferimento del know-how dei vecchi tecnici, carrozzieri e sellai ai più giovani, in modo che il Centro Classic di Ginevra fosse in grado di ricorrere a tempo debito a un vero tesoro di esperienza. «Non è sufficiente dire: ‘Ora sistemo una vettura classica’ e iniziare. Non si può semplicemente chiamare Porsche e ordinare due 356 blu, una 911 del 1973 e una Targa dal 1968. Non è così che funziona», spiega Guy Meyohas.

Inoltre, la manutenzione e il restauro di vetture storiche sono solo la punta dell’iceberg. Dietro sta la cosa più importante: trovare le vetture ovviamente, ma soprattutto, accertarsi della loro precedente esistenza per garantire la loro autenticità. Il Centro Porsche Ginevra ha dovuto dimostrarsene capace con le prime auto classiche che ha riportato alla vita. E il risultato può essere toccato con mano: tre vittorie alle Swiss Porsche Classic Restauration Challenges, cui il Centro Porsche Ginevra ha partecipato!

Restauro completo di motore, cambio, carrozzeria, telaio e interni:

Restauro completo di motore, cambio, carrozzeria, telaio e interni:

la Porsche 911 S 2.2. Coupé del 1971 ha conseguito la terza vittoria alla Porsche Restauration Challenge 2018

Un centro di competenza al massimo livello

Il reparto Porsche Classic di Porsche AG concede l’etichetta Porsche Classic solo ai Centri Porsche che soddisfano un preciso capitolato d’oneri e diventano quindi partner privilegiati della casa madre. Un onore che attualmente è condiviso da solo altri tre centri in tutto il mondo: uno in Francia, un altro in Olanda e infine uno in Norvegia.

Al valore di una vettura storica, che è spesso stabile, si sommano anche il valore emotivo e il valore amatoriale, che a sua volta è inestimabile. «Le persone che vengono da noi ci affidano la loro macchina come se ci stessero affidando un loro figlio», spiega Meyohas. «Dobbiamo consigliarli, guidarli, a volte anche rassicurarli. E dobbiamo assolutamente offrirgli l’assistenza perfetta che ci si aspetta da noi e da Porsche».

Bella vista

Bella vista

Dal bar e dalla zona lounge si vede l’officina dove le vetture Porsche classiche vengono restaurate con amore per i dettagli
Occhi puntati sulla tradizione

Occhi puntati sulla tradizione

La foto alla parete mostra lo stabilimento 1 a Stoccarda. Là dove tutto è iniziato. Davanti, una Porsche 911 2.2 E del 1970

Uno stretto rapporto di fiducia

L’immersione nel «paradiso» sotterraneo del Centro Porsche Classic di Ginevra mostra che questo rapporto di fiducia c’è davvero. Circa trenta auto, principalmente 911, aspettano il prossimo o l’ultimo passo del loro restauro, a seconda dell’arrivo dei pezzi originali o della realizzazione di elementi della carrozzeria che devono essere ricostruiti in officina secondo i progetti e le specifiche originali. È presente anche una 356 che è stata modificata e rinforzata per conto del suo proprietario «per la partecipazione al Rally Pechino–Parigi alcuni anni fa: 13.000 chilometri in totale in cinque settimane attraverso la steppa mongola, la Siberia e su strade impossibili», spiega Alexandre Mottet. E Guy Meyohas aggiunge: «Il cliente ha molto insistito. Voleva partecipare al rally al volante di una 356 e desiderava che noi la preparassimo. E lo abbiamo fatto». «Con pezzi realizzati su misura», sottolinea Mottet. «Abbiamo anche fornito un supporto al telefono, per cinque settimane, a causa della differenza di fuso talvolta anche alle 2 del mattino, per spiegare in caso di piccole difficoltà e regolazioni necessarie cosa e come fare».

Un paradiso sotterraneo:

Un paradiso sotterraneo:

il garage del Centro Porsche Classic Ginevra

Nella comunità ristretta dedita al restauro, Ginevra ha acquisito un’eccellente reputazione in un tempo molto breve. Questo dimostra che la passione è qualcosa di meraviglioso, ma può anche essere la base per un business solido e funzionante. Per inciso, il Centro Classic non si occupa solo di restauro, ma soprattutto della manutenzione e quindi del mantenimento del comfort dell’utente di una Porsche storica, come rammenta Patrick Losch: «Un sacco di lavoro del nostro team di 15 collaboratori passa inosservato; ad esempio, ricercare vetture e pezzi originali e garantire l’approvvigionamento per far vivere il centro». L’amministratore delegato Alexandre Mottet organizza regolarmente rally ed escursioni per tenere vivo il senso di appartenenza e per tenere in movimento le vetture. Conclude Guy Meyohas: «Non vogliamo che le Porsche da collezione giacciano come gioielli in una cassaforte. Vogliamo vederle correre affinché quest’eredità che ci è stata affidata si risvegli e continui a vivere». 

Philippe Clément
Philippe Clément
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