Dietro le quinte con Emma Raducanu

A 18 anni vince a sorpresa gli US Open, diventa improvvisamente l’astro nascente del panorama tennistico e un esempio da seguire per un’intera generazione. In questo numero di Christophorus, la nuova ambasciatrice del marchio Porsche Emma Raducanu parla di motivazione e motorsport. 

   

Il romanzo fa parte della letteratura mondiale. «Bella, intelligente e ricca, con una dimora confortevole e un carattere felice, Emma Woodhouse sembrava riunire in sé alcuni dei vantaggi migliori dell’esistenza», così Jane Austen introduce la sua protagonista nel 1816. Il nome Emma, titolo della famosa opera, significa «l’universale, la grande». Quando i Raducanu chiamano così la figlia, le lasciano in eredità tante speranze. Emma nasce il 13 novembre 2002 a Toronto. Il padre Ian è originario della Romania, la madre Renee è cinese. Quando Emma ha due anni, la famiglia si trasferisce in Gran Bretagna. La loro residenza di Bromley si trova a sud-est del centro di Londra, a circa un’ora d’auto. I genitori lavorano nel settore finanziario. Highbury, patria dell’eroina del romanzo, quasi coetanea, è pressoché alla stessa distanza dalla city. Tra le influenti biografie delle due Emma, però, c’è un abisso: mentre la protagonista letteraria si perde completamente nell’ozio, l’atleta reale si allena sin da bambina per il successo.

Nuova nel team:

Nuova nel team:

ia vincitrice degli US Open Emma Raducanu è ora ambasciatrice del marchio Porsche.

Resilienza e logica

«Le mie radici multiculturali e familiari mi hanno senz’altro plasmata», racconta Emma Raducanu quando la incontriamo per il servizio fotografico. «Da mia mamma ho ricevuto una grande porzione di resilienza, una tempra che mi aiuta sul campo da tennis. La capacità di usare la logica nei processi, invece, arriva da mio padre. Entrambi avevano delle aspettative nei miei confronti, mi hanno ispirato e spronato.» Di pari passo con la carriera sportiva, ottiene l’A-Level, la maturità britannica, con il massimo dei voti in matematica ed economia. E ha una passione sfrenata per il motorsport. «Il tennis da solo», dice, «sarebbe stato troppo unidimensionale.» Crederle viene automatico: questa giovane donna sprizza curiosità e voglia di vivere da tutti i pori. Le piacerebbe studiare economia o giurisprudenza. Ma prima viene il tennis.

Che inizia a giocare a cinque anni. Si allena prima di andare a scuola, poi di nuovo di sera. Quando viene meno l’illuminazione artificiale, continua comunque ad allenarsi. «Mio padre ha sempre sostenuto che, se puoi farlo al buio, di giorno è più facile.» Già da bambina ha ben chiaro il suo obiettivo: vuole partecipare al vicino Wimbledon e vincere tornei del Grande Slam. A sei anni, poi, inizia a guidare i go-kart. «Mi sembrava una cosa bellissima e mi divertivo un sacco. Più miglioravo, più mi godevo la velocità e il controllo.» Carica di energia, Emma non indietreggia nemmeno davanti alle gare di motocross. «Ci sono forse bambini ai quali non piace giocare nel fango?», chiede sorridendo. «Scherzi a parte, è stato un passaggio naturale dopo i go-kart. Il motocross richiede coordinazione ed equilibrio e ti ricompensa con ancora più adrenalina.» 

Il suono motivazionale della 911:

Il suono motivazionale della 911:

già ai tempi della scuola, Emma Raducanu ammirava la Porsche del suo maestro e ne sognava una sua.

Il suono della 911 prima dell’inizio della scuola

Il suono della 911 prima dell’inizio della scuola Attributi che servono anche nel tennis. A partire dal suo 13° compleanno, Emma Raducanu ha il diritto di partecipare ai tornei under 18 della International Tennis Federation (ITF). Solo otto giorni dopo, è la più giovane giocatrice nella storia della ITF a vincere il Nike Junior International a Liverpool. Il primo apice della sua giovane carriera. Da tempo ha un maestro fisso, che ha un’auto sportiva. «Motivazione pura quando al mattino, alle sette, sentivo arrivare la sua 911», racconta. «Ammiravo la macchina e sognavo di possedere una Porsche anch’io, un giorno.» Si reca al circuito di Brands Hatch per assistere alle gare della Carrera Cup Gran Bretagna o alla finale del campionato turismo. È stata persino a un gran premio di Formula 1. «Seguo diverse categorie. Mi piace la Formula E perché rappresenta un’innovazione ecosostenibile e i motori elettrici offrono un’accelerazione strepitosa. Senza contare che i numerosi sorpassi sono super avvincenti. Alla prima vittoria di Porsche ho esultato anch’io!» Sulla Taycan GTS Sport Turismo ha potuto constatare di persona la performance di un’auto elettrica. «La vettura più potente con la quale sia mai stata su una strada pubblica.» Le piacerebbe disputare gare automobilistiche. Ma prima viene il tennis. 

Un trofeo ambito:

Un trofeo ambito:

a soli 18 anni, Emma Raducanu vince gli US Open.

A tutto gas nel 2021

A inizio estate, grazie a una wild card, partecipa a Wimbledon come numero 338 della classifica mondiale WTA, arrivando agli ottavi di finale e stabilendo il record della più giovane giocatrice britannica a raggiungere il quarto turno in un torneo professionale. Il secondo apice.

Soltanto qualche settimana dopo, arriva il secondo Grande Slam della sua carriera: gli US Open. Ma per poter giocare a New York, deve prima qualificarsi. Vince le sue tre partite con grande padronanza. A Flushing Meadows, quasi non si accorge delle qualificazioni. Poi, però, supera i primi tre turni, negli ottavi di finale vince contro Shelby Rogers. Nei quarti batte la campionessa olimpica Belinda Bencic, in semifinale Maria Sakkari. Con un punteggio di 6 : 4, 6 : 3, in finale sconfigge Leylah Annie Fernandez e si assicura il torneo. Comprese le qualificazioni, è la sua decima vittoria consecutiva senza aver perso nemmeno un set. Non è mai successo prima che una giocatrice o un giocatore conquistasse il trofeo partendo dalle qualificazioni. Il mondo del tennis è in fermento. I media celebrano la storia, la vincitrice viene travolta da un’ondata di complimenti. Persino la casa reale britannica pubblica le felicitazioni della regina e Martina Navratilova twitta: «È nata una stella!» La BBC la elegge Sports Personality of the Year, la WTA la dichiara astro nascente dell’anno. All’inizio del 2022, ciò che ha fatto per il suo paese le vale il titolo di Member of the Order of the British Empire. A oggi, è la più giovane donna ad averlo ricevuto. Come fa una teenager a giostrare tutto questo?

«Il tennis da solo sarebbe troppo unidimensionale.»

Emma Raducanu sul suo amore per il motorsport.

Tra alti e bassi

L’eroina di Jane Austen Emma Woodhouse avrebbe avuto vita facile: amata quasi da tutti, criticata quasi da nessuno. Ma la vita non è un romanzo. E a Emma Raducanu non è bastato solo un colpo per diventare un personaggio pubblico. Ce ne sono voluti tanti, di colpi incredi-bili e velocissimi (ai vertici superano i 160 km/h). Come se fossero in un ascensore, i suoi fautori e detrattori salgono e scendono insieme a lei. La sua spinta in questa altalena? «Non fermarsi mai, imparare, migliorare, accumulare esperienze.» Emma ha ancora tanti progetti. Ma prima viene il tennis. Poi si vedrà.

Heike Hientzsch
Heike Hientzsch

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