La versione di Walter

Porsche Italia: 718 Cayman GTS: metti una tiepida giornata sull’Oceano, metti il mitico Circuito do Estoril, metti la nuova Cayman GTS 4.0: un sogno. Che riserva però un’altra sorpresa

  

«Röhrl che mi insegna le traiettorie. Un’emozione indimenticabile!»

L’Estoril è il paradiso del motorsport. Circuito di F1 per 12 anni, è bellissimo con i suoi rettilinei ma anche con saliscendi e tornantini impegnativi, ideale per provare un’auto agile e molto veloce, quasi 300 km/h, come la GTS. La Cayman 718 è un omaggio alla grande guida, infatti con i suoi 400 CV a 7.000 giri (un vero «urlo») sprigionati dal boxer 6 cilindri aspirato centrale e il cambio manuale, si affida alle capacità e alla precisione del pilota.

Arrivato al circuito all’alba ecco la prima a sorpresa. È lì che luccica, con la sua livrea alluminio, è la 904 GTS: la prima Porsche che nel 1963 ebbe la sigla GTS, voluta e disegnata proprio da «Butzi» Porsche, per indicare una granturismo che avesse prestazioni notevoli anche in gara, caratteristiche che la portarono a vincere la Targa Florio del 1964. Da lì in poi, in Porsche, si è sempre usata la sigla GTS per indicare un’auto stradale con decisa vocazione pistaiola, sia tecnica che estetica. Finalmente entro in circuito. Ci affidano una GTS verde acceso con enormi cerchioni black satin da 20 pollici che esprime subito le potenzialità da pista, anche grazie al motore centrale che bilancia molto bene l’auto. Nel briefing c’è un uomo alto, deciso ma gentile, che spiega la pista come fosse un ballo: è Walter Röhrl! Un mito, due volte campione del mondo rally ai tempi dove cavalli e pilota erano tutto: spiegata da lui la pista sembra semplice!

Walter Röhrl:
campione del mondo di rally e ambassador Porsche

Accendo il motore, sento il boxer alle mie spalle: prima, seconda, terza, vedo che il motore spinge bene e sopra i 4.000 inizia a scatenarsi. Devo capire con quale marcia entrare nelle curve, anche per stare dietro alla «lepre», il pilota Porsche che ci fa le linee con una 911. Decido di entrare con una marcia più alta, tanto il boxer è molto generoso e nei rettilinei l’allungo è infinito. La 718 GTS è un omaggio al vero porschista!

Scendo dall’auto molto emozionato, ripercorrendo con la mente il circuito e chiedendomi se sono andato bene, se ho cambiato al punto giusto. Sento un rombo sordo, da auto da gara, e mi trovo di fronte la 718 GT4 Clubsport, un animale da corsa, e una gentile ragazza che mi chiede: «Vorrebbe fare il giro veloce con Walter Röhrl?!»

Walter parte subito fortissimo sprigionando i 425 CV della GT4, grandi appoggi ma sempre gentile con le gomme, da vero campione. Vedo le sue linee: sono simili a quelle fatte con la «mia» 718, sono soddisfatto e Walter mi sorride, Siamo sul curvone prima del rettilineo, gas parzializzato, imposta l’entrata in rettilineo, cambiata con il PDK che non scompone la vettura, giù «full gas», e passiamo come dei fulmini sotto il traguardo, con il boxer 6 cilindri che urla a 7.500 giri. Ho le lacrime per l’emozione, un altro giro, con il mito, con Walter Röhrl, il campione del mondo che mi insegna le traiettorie. Indimenticabile. Grazie Walter, grazie Porsche!

Matteo Ulrico Hoepli
Matteo Ulrico Hoepli