Doppia è meglio

Una Porsche è una vera Porsche soltanto con cambio manuale. Ma questa è storia. I vantaggi di un cambio a doppia frizione sono evidenti

  

Porsche 911 Speedster
Consumo carburante urbano: 20,6 l/100 km
extraurbano: 9,9 l/100 km · combinato: 13,8 l/100 km
Emissioni CO2 (combinato): 317 g/km
Classe di efficienza: G · Svizzera: G

Porsche 911 GT3 RS
Consumo carburante urbano: 19,2 l/100 km
extraurbano: 9,0 l/100 km · combinato: 12,8 l/100 km
Emissioni CO2 (combinato): 291 g/km
Classe di efficienza: G · Svizzera: G

Porsche 911 Carrera S / 911 Carrera 4S
Consumo carburante urbano: 11,1–10,7 l/100 km
extraurbano: 7,9–7,8 l/100 km · combinato: 9,0–8,9 l/100 km
Emissioni CO2 (combinato): 206–205 g/km
Classe di efficienza: F · Svizzera: G

(Stato 06/2019)


Un grande clamore. Quando nel 1967 Porsche offre per la prima volta la 911 con una trasmissione semiautomatica Sportomatic, non sono solo i puristi del marchio a indispettirsi. Pure la stampa specializzata è scettica. E anche gli intenditori di Porsche più moderati storcono il naso. L'eliminazione del pedale della frizione è progettata per garantire comfort. Comfort? In un’auto sportiva? E poi, due secondi in più per lo sprint da 0 a 100 km/h rispetto al cambio manuale classico? Per non parlare del consumo più elevato. Comunque sia, le vendite dell’optional Sportomatic non sono proprio un successo.

Oggi, più di mezzo secolo dopo. Dell’antica rivolta contro la tanto contestata combinazione di sportività e cambio automatico non v’è più traccia – e questo si deve al cambio a doppia frizione Porsche Doppelkupplung (PDK). I primi tentativi con la nuova tecnologia nati nel 1980 sfociano nel 1986 in un prototipo sperimentale che poi verrà sviluppato con costanza.

Nel PDK gli ingranaggi sono distribuiti su due trasmissioni parziali, ognuna delle quali dispone di una frizione, da cui il nome. Le marce dispari e la retromarcia sono collegate a una frizione, le marce pari alla seconda frizione, consentendo cambi di marcia completamente automatici senza interruzione della trazione. Analogamente a un interruttore manuale, le singole marce vengono inserite tramite forcelle d’innesto; nel PDK questo avviene tramite elettroidraulica controllata da computer. Il risultato è una simbiosi di cambio manuale e automatico. Caratteristiche quali efficienza, dinamica e comfort sono combinate nel PDK in modo unico.

Nonostante tutta la praticità, inizialmente il PDK è impiegato solo nelle corse a partire dal 1983. Questo tipo di cambio offre un chiaro vantaggio, soprattutto in combinazione con i motori turbo: nel cambio marcia, a differenza che con il cambio manuale, viene mantenuta la pressione di sovralimentazione del turbo anche mentre il pilota preme il pedale dell’acceleratore. Interruzione nella trazione? Totalmente assente.

Prima di approdare alla produzione di serie, però, deve passare del tempo. Sono richieste inizialmente numerose fasi di sviluppo. Soprattutto, la nuova tecnologia deve apprendere come non eseguire bruscamente i cambi marcia.

Nel 2008 Porsche offre per la prima volta un PDK opzionale sulla 911 Carrera e sulla 911 Carrera S

La svolta arriva un anno dopo, con il debutto mondiale della nuova gamma di modelli Panamera. Nel 2009 la berlina sportiva a quattro porte è la prima Porsche in cui il cambio PDK è presente di serie in alcune varianti. Dal 2016, la nuova Panamera è disponibile esclusivamente con il cosiddetto PDK II a otto marce. Proprio come il PDK sulla nuova 911. E così avviene pure per la tendenza tra i guidatori Porsche che, rispetto al lontano 1967, si indirizzano sempre più verso il cambio automatizzato.

75%: PDK, il prediletto

Più di tre quarti di tutti i modelli Porsche 718 e 911 consegnati oggi sono dotati di un cambio PDK. Su Panamera e Macan, la percentuale è addirittura del 100%: in queste gamme di modelli non è neppure più disponibile un cambio manuale. Che si tratti di otto marce nella Panamera o sette nella Macan, il PDK offre maggiore comfort e maggiore efficienza, nonostante la sua sportività – una combinazione che una vettura con cambio manuale non riesce a offrire. Per la 911 GT3 RS il PDK è ancora più sportivo, con traduzioni più brevi, cambi marcia più ravvicinati e brevi tempi di inserzione. E i puristi, che nonostante i vantaggi del PDK non possono fare a meno del cambio manuale? In Porsche trovano sempre modelli di loro gusto, come la nuova Speedster 911, che viene offerta esclusivamente con cambio manuale.

-0,4 secondi: Accelerazione più rapida

Già la prima generazione del cambio PDK consente operazioni di cambio più veloci. Rispetto al tradizionale cambio automatico Tiptronic S, pesante dieci chilogrammi, il cambio PDK opzionale, che diviene disponibile per la Porsche 911 Carrera e Carrera S a partire dal 2008, è fino al 60% più veloce e senza alcuna interruzione nella trazione. Ovviamente, questo ha un impatto sull'accelerazione. La Porsche 911 Carrera con cambio PDK a sette marce è all’epoca – in modalità Sport Plus – di 0,4 secondi più veloce rispetto a una versione con cambio manuale a sei marce. Nella 911 Carrera 4 a trazione integrale del 2008, questo significa 4,6 invece di 5,0 secondi. Vantaggio PDK.

Quanto Porsche abbia ottimizzato la trasmissione a doppia frizione di generazione in generazione è dimostrato dall’attuale 911 Carrera 4S, dove il cambio PDK a otto rapporti è di serie e i cambi marcia avvengono ora in millisecondi. Il risultato per la vettura è un’accelerazione da fermo a 100 km/h in 3,6 secondi, con il pacchetto Sport Chrono addirittura in soli 3,4 secondi. Con una vettura a cambio manuale questo non sarebbe possibile.

-0,4 l/100 km: Più efficienza in marcia

L’impatto positivo del cambio PDK anche sul consumo di carburante è già evidente fin dal suo debutto nel 2008: con il cambio manuale a sei rapporti, la Porsche 911 Carrera S da 283 kW (385 CV) consuma 10,6 litri ogni 100 chilometri, ovvero 0,4 litri in più rispetto alla corrispondente versione con PDK. È anche grazie al contributo del cambio PDK che una Porsche 911 Carrera, con un consumo di 9,8 l/100 km, è stata in grado di scendere per la prima volta sotto il limite di consumo dei dieci litri. Ancora più efficiente del suo predecessore è oggi il cambio PDK II, anche se più pesante di 20 chilogrammi. Deve però pure soddisfare esigenze molto diverse. Questo tipo di cambio di nuova concezione è inoltre destinato all’uso sulle vetture elettriche.

Thomas Lötz
Thomas Lötz