Una carriera straordinaria: la «Porsche Toblerone»

Porsche Svizzera – vettura storica: con la sua livrea Toblerone, la Porsche 911 Carrera RSR 3.0 di Bernard Chenevière attira l’attenzione di tutti alla 24 Ore di Le Mans del 1974. Per quest’auto da corsa svizzera, però, quello è solo l’inizio di una carriera estremamente avventurosa

   

All’inizio degli anni Settanta correre in Europa è ancora una grande avventura che odora di benzina e olio motore. Ogni fine settimana la scena delle corse si incontra su un diverso circuito europeo per condividere la frenesia per la velocità. Vi sono innumerevoli serie da corsa, piloti professionisti stanno al via a fianco di talentuosi dilettanti come fosse la cosa più naturale al mondo e la sera le auto da corsa spesso si trovano accanto alle tende dei loro proprietari. Si tratta ancora di sportività pura e divertimento, non di soldi. Le auto passano costantemente di mano, vengono modificate, cambiando in modo casuale le classi di gara. I piloti di solito si cercano i propri sponsor da soli. Anche la Svizzera ha una grossa e attiva scena delle corse, sebbene dall’incidente del 1955 a Le Mans non vi sia più alcun circuito nel Paese. Per questo, i piloti allenano la propria abilità di guida sulle strade tortuose delle Alpi.

Uno dei promettenti piloti svizzeri di questo periodo è Bernard Chenevière. Negli anni Sessanta ha guadagnato i propri allori nelle corse alpine e dal 1970 si è dedicato al campionato del mondo per vetture sportive come pilota a tempo pieno. Sua patria sportiva sono il Porsche Club Romand della Svizzera occidentale, per il quale gareggia insieme a piloti come Claude Haldi, e la prestigiosa officina corse di Guido Haberthur a Losanna. Il culmine di ogni stagione è ovviamente la 24 Ore di Le Mans. Nel 1973 Chenevière è lì al via con i piloti della Escuderia Montjuich su una Porsche 908/03. Il team guida magistralmente la Spyder al quinto posto, battendo anche grandi piloti come Vic Elford e Jürgen Barth.

Fiancata al cioccolato:

Fiancata al cioccolato:

gli adesivi testimoniano di una seconda carriera nelle corse storiche

L’auto da corsa della Svizzera romanda rimane nella memoria del pubblico, soprattutto per la sua livrea – dopo tutto, sfoggia il logo di fama mondiale del marchio svizzero di cioccolato Toblerone.

Alla Porsche l’era dei prototipi sportivi sta nel frattempo volgendo al termine. L’attenzione si concentra ora sullo sviluppo di nuove auto da corsa basate sulla Porsche 911. Queste domineranno il Gruppo 4 per anni e gareggeranno vittoriosamente persino contro i possenti prototipi Ferrari e Matra a Le Mans, a Daytona e alla Targa Florio. La più recente vettura da competizione acquistabile dai privati a Zuffenhausen nel 1974 è la Porsche 911 Carrera RSR 3.0. Questo modello sostituisce la RSR da 2,8 litri della stagione 1973 e vende immediatamente bene: ne vengono costruiti circa 50 esemplari.

Anche Bernard Chenevière opta per la nuova auto da corsa da tre litri con 330 CV e un peso di circa 960 kg. La RSR con il numero di telaio 911 460 9058 viene prodotta nel marzo 1974 e consegnata dal Garage Haberthur. Il suo prezzo è di 83.700 franchi svizzeri. 

Per finanziare le competizioni, Bernard Chenevière contatta la Interfood di Losanna e si assicura un contratto di sponsorizzazione da 100.000 franchi con Toblerone per l’intera stagione. Una ditta pubblicitaria e di decorazioni a St. Sulpice, città natale di Chenevière, si occupa di applicare sulla Porsche gli adesivi del famoso logo e di verniciarla nei colori del marchio rosso e bianco crema Chamonix. A questo punto, la «barretta di cioccolato sfrecciante» è pronta per la sua prima gara. Insieme al compagno di squadra Peter Zbinden, Chenevière corre con la sua vettura Toblerone per il Porsche Club Romand a Monza, Spa-Francorchamps, Imola e al Nürburgring – con risultati talora promettenti, ma altre volte deludenti. In particolare, John Fitzpatrick, che guida la sua RSR per GELO Racing, è un concorrente quasi imbattibile nella classe GT. 

I ruggenti anni Settanta

I ruggenti anni Settanta

Sui circuiti correvano insieme vetture sportive e prototipi
In testa

In testa

Le Porsche 911 Carrera RSR 3.0 dominano i circuiti di tutta Europa
Impolverata

Impolverata

All’inizio degli anni Ottanta, la Porsche 911 Carrera RSR 3.0 è usata come vettura da rally

Arriva il 15 giugno 1974, a Le Mans la bandiera di partenza per la 24 Ore viene sventolata sotto nuvoloni scuri. È il quinto appuntamento del campionato del mondo, Bernard Chenevière e i suoi compagni Peter Zbinden e Michel Dubois prendono il via dal 32° posto con la loro RSR rosso-bianca. Mentre le Matra dominano la classe prototipi, le Ferrari e le Porsche si battono testa a testa nel Gruppo 4. Dopo 24 ore e 4.261 chilometri percorsi, il risultato è finalmente stabilito: il team del Porsche Club Romand si è assicurato il primo posto nella classe, il terzo posto nella categoria GT e il settimo posto nella classifica generale. L’unica Porsche davanti a loro è solo la 911 Carrera RSR Turbo 2.1 del team Martini Racing, che Gijs van Lennep e Herbert Müller hanno portato al secondo posto assoluto. La velocità media alla quale la «Porsche Toblerone» ha percorso il giro del Circuit de la Sarthe per 313 volte è di 177,539 km/h.

Le Mans è un grande successo, ma per gli svizzeri la stagione non è ancora conclusa: solo due settimane dopo, Bernard Chenevière è al via sull’Österreichring, poi a Hockenheim, e la «RSR Toblerone» gareggia anche alla corsa alpina di Friburgo sullo Schauinsland. Il team svizzero corre per la vittoria anche al Nürburgring, Brands Hatch, Monza e sul Norisring – ma sono sempre le RSR ottimizzate di GELO Racing e Kremer che infine si disputano i primi posti davanti a loro. Alla fine della stagione, Bernard Chenevière decide di separarsi dalla sua auto da corsa. Nel febbraio del 1975 vende la RSR per 70.000 franchi a William Vollery, un giovane pilota svizzero. Questi fa dipingere la macchina di giallo-nero e la utilizza in varie gare in tutta Europa nei due anni successivi. La RSR si ripresenta anche alla 24 Ore di Le Mans – al posto della fiera livrea Toblerone, ora la Porsche sfoggia l’adesivo «Sponsor help me» sul parabrezza. Non giungerà però al traguardo. 

Adatta per la montagna:

Adatta per la montagna:

dopo la sua carriera a Le Mans, la Porsche RSR ha gareggiato come vettura da rally
Una «barretta di cioccolato sfrecciante» per Le Mans

Nel 1977, la 911 Carrera RSR non è più l’ultimo grido nel motorsport. Il punto di riferimento nel Gruppo 4 è da poco tempo la nuova Porsche 934 con il suo motore turbo. È così che Guido Haberthur, che nel frattempo ha riacquistato la vecchia «Porsche Toblerone», decide di modificare la vettura da corsa a motore aspirato in un bolide turbo. A Le Mans, la 911 Carrera RSR partecipa ora per la terza volta, in via però del tutto ufficiale come Porsche 934 e con i colori bianco-blu dello sponsor Danone sulla carrozzeria modificata. Dopo dieci ore i piloti Eugenio Baturone, Rafael Tarradas-Gorsas e Juan Fernández Garcia devono tuttavia arrendersi. Nel frattempo, il pilota e campione di rally André Savary ha gettato un occhio su questa Porsche. La compravendita viene trattata ancora a Le Mans. Per la Porsche, che è stata di casa sui circuiti europei, inizia una seconda carriera – su strade di campagna, sentieri rurali e piste di ghiaia. 

La RSR ha corso con i colori Toblerone solo per una stagione

André Savary mantiene il look della 934, ma sostituisce il motore turbo con un propulsore aspirato – e, curiosamente, inizia a siglare il motore e la trasmissione con le sue iniziali. Questo aneddoto ha una spiegazione semplice: Guido Haberthur, che continua a prendersi cura di questa Porsche, è noto per scambiare componenti a piacimento tra le sue auto. E il nuovo proprietario vorrebbe invece mantenere la supervisione. Ancora oggi, osservando le parti tecniche di questa RSR, si scopre ripetutamente la sigla A.S. Nel 1978 e nel 1979, André Savary gareggia con la Porsche 911 Carrera RSR nella maggior parte delle gare del campionato svizzero di rally – ma, sebbene con i componenti da lui siglati, non sempre con il risultato desiderato. «Nella prima prova speciale, nella tappa regina da Sonzier a Les Avants sopra Montreux, André Savary ha mostrato chi fosse l’uomo da battere», si legge a proposito del Rally des Neiges nel 1978 sulla rivista Motorsport Aktuell. «La corsa al comando di Savary è però durata solo fino alla terza tappa: un’uscita dal tracciato nel giardino amorevolmente curato di una fattoria gli è costata circa un minuto, dopodiché il motore è scoppiato». Al Rally del Giura, Savary esce di strada – a 170 km/h.

Il proprietario attuale della Porsche Toblerone porta avanti la carriera agonistica della vettura

Ancora una volta, la Porsche viene modificata dal suo proprietario; questa volta vengono rimossi spoiler e parafanghi larghi. Si potrebbe quasi confondere la RSR con una Porsche 911 Turbo. Mentre Claude Haldi, ex compagno di squadra di Bernard Chenevière, vince il titolo nella stagione 1979 con una Porsche Turbo, André Savary diventa vicecampione svizzero di rally nel 1979 e nel 1980. Dopo un ulteriore titolo di vicecampione con al volante il pilota Christian Blanc, la RSR approda infine al suo sesto proprietario: Christian van Dijk, 22enne olandese che vive in Svizzera, porta nuovamente la Porsche nel circuito rally, presentandosi al via per l’ultima volta allo sfibrante Tour de Corse nel 1983. In seguito, dopo nove avventurosi anni, quella che un tempo era stata la vettura da corsa Toblerone si congeda per sempre dalle competizioni. La veterana di Le Mans e dei rally prosegue la sua placida esistenza in prestito al Museo internazionale dell’automobile di Ginevra.

Questa avrebbe quasi potuto essere la conclusione di questa storia. Alla fine degli anni Novanta, però, l’industriale di Ginevra Peter F. Baumberger scopre la Porsche 911 Carrera RSR 3.0 e la fa restaurare. Nel 2008 confluisce infine nella collezione di Stephan Meyers in Belgio. Meyers si interessa alla vicenda originale della RSR. Chiede allo storico tedesco della Porsche Ulrich E. Trispel di ricostruirne la storia. Inoltre, fa preparare l’auto per le corse storiche da Marc de Siebenthal in Svizzera, riportandola all’autentica livrea Toblerone. Da allora, la RSR brilla come un tempo a Le Mans – ricostruita fino all’ultimo dettaglio, compresi gli adesivi e le scritte nei caratteri tipografici dell’epoca. Nel 2011, l’auto viene definitivamente venduta al suo attuale proprietario, un pilota privato svizzero, che ancora oggi la utilizza con entusiasmo e successo nel motorsport d’epoca. È così che la storia movimentata della «Porsche Toblerone», una delle più straordinarie auto da corsa mai esistite in Svizzera, prosegue oggi al meglio a Le Mans, Spa-Francorchamps, Monza e al Tour Auto.